Intervista a Laura L.C. Allori

29.08.2018

di redazione

  1. Chi è Laura L.C. Allori e chi è Lallycula?

Lallycula è il mio nome d'arte registrato con il quale firmo le opere di arte figurativa. Nasce da un fumetto comico creato sui banchi di scuola. In una delle sue "disavventure" il mio personaggio "Lady Lally" diventò un vampiro nella parodia del film "Dracula" di Coppola, uscito nelle sale in quel periodo, e dal morso del vampiro Lally diventa Lallycula. Laura L.C. Allori è il mio nome, ho pensato di usare tutti e tre i miei nomi (quindi anche Liliana e Clelia) per ... darmi un certo "tono" e sembrare quasi seria, d'altra parte di buffo c'è sempre il nome d'arte, del quale viene sbagliata sempre la pronuncia!

  1. Come ha iniziato la sua carriera di scrittrice?

La risposta è un po' scontata, da ragazzina. Scrivevo su quaderni dalle pagine colorate con le penne profumate che andavano tanto negli anni Ottanta! Le mie amiche erano le mie lettrici più incallite e per qualche anno andò avanti così. Nel 1995 decisi di donare tutto al bidone della carta, e si salvò una sola storia, quella che divenne poi la mia Saga.

  1. La sua vita ha seguito una precisa direzione fino ad un certo punto, poi questa si interrompe per dare spazio a nuove espressioni. Quale è stata la scintilla che le ha fatto decidere di "parlare" al mondo secondo nuove regole?

Non la chiamerei scintilla, ma un vero e proprio incendiodoloso e doloroso. La mia vita da insegnante è finita a causa della mia malattia, che a sua volta è nata da ingiustizie, burn-out ... ma preferisco non parlare di questo argomento.

  1. Fotografia, arte, letteratura: tre modi di esprimere la propria storia, il proprio vissuto, il proprio immaginario. Quale è quella con la quale si esprime meglio?

Con tutte assieme, come sempre. Io sono tutte le mie arti: quando scrivo, le immagini non sono solo date dalle parole, ma realizzo le copertine dei miei libri con la "mia" tecnica digital painting, che fonde la fotografia alla pittura. Compongo e scompongo le immagini con Photoshop, dipingo con la tavoletta digitale, scelgo un supporto, stampo tutta o parte dell'opera e intervengo con l'elemento materico a tempera, olio o altro per dare unicità al pezzo. Allo stesso tempo, quando faccio arte figurativa i miei soggetti sono legati ai personaggi dei miei libri e spesso uso fotografie scattate da me.

  1. Parliamo di Wattpad e di self-publishing. Come interpreta Laura L.C. Allori questa la richiesta di autopromozione?

Wattpad è una bella piattaforma per chi è autore e vuole farsi conoscere da un determinato pubblico, ma sappiamo tutti che ha molti limiti, soprattutto la giovane età dell'utenza e la mera illusione di essere tutte delle novelle Anna Todd; fa sì che la qualità dei contenuti sia molto bassa sia a livello di idee che di uso dell'italiano. Insomma, Wattpad starebbe allo scrittore come Youtube al musicista, ma non è affatto così! Purtroppo, se vuoi farti notare dalle grandi case editrici, o pubblichi in inglese e all'estero (dove il numero di lettori aumenta per un semplice motivo di diffusione della lingua) oppure cerchi di farti promozione da solo con il self - publishing; la favola della ragazzina che scrive una fanfiction sul web e viene pubblicata è un sogno ben confezionato. Il self e le piccole case indipendenti (attenzione, non le EAP! Quelle sono stamperie che non danno alcun servizio e macchiano inesorabilmente il curriculum di uno scrittore, oltre a violare la legge del diritto d'autore) sono il futuro degli scrittori e il luogo dove si può provare a sperare ma senza mai dimenticare che non si è scrittori perché si decide un bel giorno e ci si mette alla macchina da scrivere, o alla tastiera del computer, dietro c'è tanto lavoro e tanta dedizione, impegno e fatica!

  1. Mi parli della Saga

È sempre difficile fare un riassunto decente e accattivante. È la storia di un gruppo di ragazzi con poteri speciali, con le loro arti e tanti sogni infranti dalla lotta contro un nemico che non sarebbe neppure il loro, sono guerrieri fondati da san Paolo il giorno del suo martirio e dotati di un'energia spirituale chiamata mana e divenuti nel tempo parte dei cavalieri di Malta. All'inizio sono solo guaritori ed evangelizzatori, hanno nomi presi dall'angelologia ma nascosti sotto elementi pagani per evitare le persecuzioni. Con il corso dei secoli, il potere conquista e trasforma, così qualcuno cede ed usa il mana per scopi di conquista. La storia totale copre quarant'anni di vicende, con non solo la guerra tra bene e male ma, soprattutto, i forti legami di fratellanza e di amicizia e l'amore contrastato dei due protagonisti assoluti, Madleine e Javier. Il nemico prima si chiama Agas, una virtù paolina decaduta nel vizio e divenuta Superbia, poi diventa la sua progenie e si scopriranno che non tutte le cose sembrano così scontate. La storia di Javier e Madleine è quella di un amore eccezionale, una fede unica ed un'arte vera; tuttavia, come i grandi uomini non priva di dubbi, inciampi, decisioni importanti e sacrifici. Le loro vite, le famiglie d'origine i rapporti di fratellanza sono difficili, intricati, assenti o terribilmente forti. Così accanto a loro ruotano e s'intrecciano le vite di altri personaggi come Teseus, Michel, Andres, Cassiopea, Christopher, Stella, Akim e altri per i primi sette libri; dall'ottavo in poi, passano gli anni e ai protagonisti "storici" si aggiungono le vicende dei figli e nipoti contro nuovi nemici da affrontare ma un diverso modo di combattere.

  1. La sua è una scrittura eclettica, nei temi, nei generi, che ama la sperimentazione. "È il fantasy cristiano più ateo che sia mai stato scritto", una scrittura in cui si respira una grande conoscenza del mondo cristiano. Dove trova tanta ispirazione?

Non esageriamo! Io credo di scrivere con un mio stile, che è un azzardato presente storico ma è una scelta per dare immediatezza e semplicità alla lettura. I temi sono ricercati, ma lo studio della psicologia dei personaggi e l'utilizzo dei dialoghi rendono il contenuto più scorrevole.

Io sono un teologo tra le tante cose, ho studiato scienze religiose di cui ho anche un magistero, ma la mia conoscenza non si è fermata a quello perché è dal PhD in arte sacra che ho attinto maggiori spunti. Invece, l'approccio "ateo" ai temi del Cristianesimo è voluto e mirato. Quando insegnavo avevo l'obbligo di descrivere ogni religione o culto dal di fuori, senza prendere una posizione, ma dovevo e volevo lasciare ai ragazzi la libertà di scegliere secondo una loro opinione, non la mia o del pensiero dominante. Così è nella mia storia, i miei personaggi non sono santi, anzi, dal punto di vista meramente cristiano sono dei gran peccatori! La loro fede è anche il viaggio della mia, profonda perché interiorizzata, e tremendamente critica verso tutto il marcio che in duemila anni di storia la Chiesa è riuscita a creare. C'è una metafora del percorso sia della cristianità, che mio personale. I miei personaggi amano e amando non solo salvano il mondo dal cattivo di turno ma vivono e creano arte, tutta l'Arte la bellezza in senso filosofico, in questo modo donano la luce e la speranza alle creaturedell'oscurità, soprattutto donano libertà, una libertà di scelta perché viene offerto un punto di vista molteplice e non a senso unico. È un percorso quindi anche di fede.

Gli elementi del cristianesimo che fanno da scenografia alla storia che supporta il fantasy non sono né un'apologia di religione ne è un modo come un altro per usare qualcosa di soprannaturale per giustificare il lato fantastico. Insomma, non è il solito rimpasto di Tolkien, Lewis o Milton, è qualcosa di diverso, un modo per parafrasare la vita che è fatta soprattutto di scelte. È un percorso che potremmo svolgere tutti noi, con un dono, un talento per usare un termine comune di origine evangelica, che è stato dato e che i miei personaggi e che sfrutteranno per salvare il mondo dal cattivo di turno. Ma c'è molto anche, come detto, della loro vita personale, delle loro esperienze, e delle loro arti perché in questo libro si parla tantissimo delle arti figurative, e in particolare della musica e della danza, come pure dello sport, per me una forma d'arte anche quello. Così crociati, santi, demoni, vizi, virtù, arcangeli e vampiri non sono un pretesto per la trama fantasy nell'ennesimo "mappazzone" già letto e riletto ormai in tutte le salse, ma sono una storia di conquista della libertà e di verità, che non è detto che sia quella di un credo in particolare, ma è l'unica verità data dall'amore, quello degli uomini e, magari anche quello di Dio. Ma chi si aspetta dalla mia storia un'apologia cristiana, o l'ennesimo libro su angeli ribelli, armature scintillanti, vampiri bellissimi o muscolosi licantropi adolescenti rimarrà deluso (anche se i "figaccioni" non mancano di certo!).

Quanto alla sperimentazione, in arte non è ammesso fermarsi, l'imperativo è cercare di dire qualcosa di nuovo, non dimenticando la tradizione, i classici per essere però al passo con i tempi e magari, superarli. Non voglio mai arrivare a dire di aver terminato, di sapere tutto, anche a cent'anni c'è sempre tempo per imparare e coltivare la propria curiosità. Per questo nascono le mie fusion, di temi o di tecniche artistiche, per non smettere di sperare, perché per dirla con le parole del grande Lucio Dalla: "Bisogna imparare a sognare per essere liberi".