Intervista esclusiva a Sebastian Pedrini Kouros co-autore de "Il sorriso del Greco"

29.08.2018

20.06.2018 - di Candle Cove

Lui non ama la notorietà, è il ventunenne più atipico della storia. Si definisce "vecchio dentro", o semplicemente è diventato uomo troppo presto. Orfano originario di Santorini in Grecia, cresciuto in Italia, oggi vive in Germania, dove ha ritrovato suo padre naturale, con la moglie e il figlio Enrico, ma l'anno scorso è stato protagonista di un fenomeno Facebook che l'ha reso tristemente noto in seguito alla scrittura della sua biografia assieme alla madre a distanza la nostra redattrice Laura L.C. Allori.

Intervistato radiofonicamente a dicembre 2017, oggi rilascia una nuova intervista per The Cloves in esclusiva anche in vista dell'uscita del sequel de "Il sorriso del Greco", "La mia metà tedesca".

Ciao Sebastian e grazie per averci concesso quest'onore!

Non esageriamo, io non voglio fare il divo che si nasconde, sono un tipo piuttosto restio a queste cose, l'onore è tutto mio!

Tu hai girato parecchio nella tua breve ma intensa vita, soprattutto quest'ultimo anno. Ora sei in Germania, dove risiedono parti delle tue radici che ... insomma, non sono proprio quella parte di te che ti aspettavi di "chiamare casa" ... ora pensi di chiamare "casa" la Baviera

Io credo che le mie radici tedesche si stiano scoprendo piano piano, a luglio sarà un anno che vivo qui e ho scoperto solo di recente la mia famiglia naturale. Ormai sono abituato a girare a cambiare case, città, nazioni ma l'unico posto che posso chiamare casa parafrasando il Mago di Oz credo sia ovunque siano mia moglie e mio figlio. Oggi qui, domani chi lo sa.

Nell'incipit de "Il sorriso del Greco" tu riveli la genesi del libro e del tuo personaggio, dici di essere nato "Come Athena dalla testa di Zeus", con tanto di riferimento anche ai Saint Seiya di cui prendi in prestito uno dei protagonisti come Ikki di Phoenix ...Perché questa scelta?

Perché, volevo creare un po' un distacco tra quello che era il personaggio e quello che sono io, ho sempre voluto avere questa separazione e usare un nickname di un personaggio totalmente inesistente, per me era il modo giusto per viere questa vita che, sì è vero è la mia vita ma io la trovavo banale ... poi è stata Laura che, proponendomi di diventare uno dei suoi personaggi mi ha trasformato, credimi non è stato facile entrare in quel mondo, nel suo mondo perché mi sono dovuto anche rapportare a mostri sacri come Javier o Marco Martinelli, anche se, fortunatamente, mi sono dovuto incontrare con qualcuno di reale che era lei e altri come Tony o Roberto. Ed è stato bello vivere quest'esperienza, viverla da parte mia come scrittore, sperimentare questa particolarità, questa cosa ... io non mi sono mai definito uno scrittore, e credimi non lo dico come fanno tanti per farsi belli con falsa umiltà, faccio pena e se non fosse stato per la co- autrice erano guai. Ho studiato Lettere moderne ma perché volevo appassionarmi al DAMS e ad altri argomenti non necessariamente legati alla letteratura. Ora il mio lavoro è quello di fare il night manager e devo dire che è diventato prima ancora che mi laureassi e sono felice di essere quello che sono, non cambierei niente della mia vita, soprattutto degli ultimi anni, cambierei gli anni precedenti ma mi sono reso conto, soprattutto scrivendo Il sorriso del Greco che se non avessi vissuto la mia infanzia e la mia adolescenza in quel modo non sarei l'uomo che sono adesso.

Questo gioco del romanzo genera di te un dubbio generale sulla tua esistenza, reale, virtuale, ci sei "ci fai" ... però tu parti da una posizione disagiata anche se nel libro è appenaaccennata, è il pretesto per iniziare una chat: ovvero la morte per overdose di un tuo ex fratello di casa-famiglia ...

Questo espediente che poi è diventato il leitmotiv sulla mia storia e sulla mia persona, per me è stato un gioco e un modo per mettermi in gioco, per vedere me stesso da un altro punto di vista. Io ho vissuto la mia vita in analisi perché con il mio percorso era inevitabile, ero sempre pesato, misurato, controllato, monitorato perché la paura di vari assistenti sociali, psicologi, medici, pedagogisti e compagnia era quello di cercare di fare di me un bravo ragazzo e non l'orfano testa di legno, ribelle ... non è così vero il mito del ragazzo orfano che diventa per forza un delinquente, una brutta persona. Io ho incontrato tanti ragazzi come me, che venivano da altri paesi, da altre realtà ... nel loro caso anche più tragiche che venivano da altre realtà di guerre civili, di guerre intestine, tanti ragazzi africani, dei quali ho conosciuto la storia e mi sono sentito fortunato nei confronti loro, eppure eravamo orfani entrambi, alcuni con ancora la loro famiglia nel paese d'origine in situazioni di povertà da tristissimo spot dell'Unicef o comunque da Villaggi dei bambini il luogo da cui vengo io.

Purtroppo, il gioco della tua esistenza reale - virtuale ha suscitato una brutta reazione sul web, tanto che da fine agosto scorso è addirittura partita una battaglia mediatica, denunce e altre disavventure, dovute più che altro alla rivelazione in modo eclatante di una tua improbabile "truffa" sulla tua esistenza a danno addirittura della reputazione degli autori di questa affermazione. Polverone che si è placato solo di recente, dopo una serie di azioni legali. Nonostante ciò, il tuo libro pare sia uno dei più venduti della produzione di Laura, secondo solo a Lara Lalli, di cui tu fai parte in un piccolo crossover ...

Placato un bel niente! Sembrava così ma Laura ancora oggi paga molto male le conseguenze di quest'odio assurdo e infondato verso di lei. Parliamo di una persona sofferente, sensibile e di una scrittrice che all'attivo ha più di venti testi di narrativa, senza parlare del suo lavoro di critico, d'artista eccetera. Arriva il primo signor nessuno che, sulla base di un niente farcito di stupidaggini da social network inizia una guerra diffamatoria a senso unico, senza possibilità di replica, perché da parte di Laura c'era tutto da perdere, una reputazione da intellettuale, da persona nota e stimata, da parte dei tizi autori di questa cosa non c'era che da guadagnare qualche fan sulla pagina che non paga neanche in Bitcoin. Poi vai a vedere chi si nasconde dietro un nome di fantasia, ok, l'ho fatto anche io per la storia ma non ho rovinato la vita e la carriera a nessuno. Io, come ho detto, faccio tutt'altro lavoro e chissenefrega se dicono che non esisto sul web, che mi nascondo dietro immagini di attori, non ho niente da perdere a lasciare i social network, solo guadagnare. Invece una scrittrice come Laura, fuori dai social, ha notevolmente ridotto il suo pubblico, la sua pubblicità. Oggi ha lasciato anche lei i social, perché sempre le stesse persone non hanno smesso di perseguitarla, anzi, hanno cambiato atteggiamento per rendersi inattaccabili da autorità e avvocati, ma io confido che prima o poi pestino i piedi a qualcuno di più forte e meno fragile emotivamente e che questo raffreddi questi bollenti spiriti. Sì il crossover c'è con "Lara Lalli" e senza anticipare nulla, sarò anche in "Better Together" penultimo libro della saga di "Per Amore e per". Che sia tra i più venduti non lo credo, purtroppo essere stampati in modo indipendente non aiuta, con una casa editrice forte alle spalle, forse avremmo tappato più velocemente tante bocche e intascato qualche mancata vendita, invece qui, da presunto e improbabile truffatore, sono, anzi siamo diventati vittime costretti pure a tirare fuori dei soldi per mettere delle pezze a danni per cui non verremo mai risarciti.

Cosa pensi, appunto, di questo tipo di cyberharessment, ultimamente sembra vada per la maggiore, sono usciti libri su questo, dibattiti, personaggi satirici come Napalm51 di Crozza; senza finire nelle tristissime note di cronaca sui ragazzini vittime di cyberbullismo. Tu sei del 1996, fai parte della generazione che è cresciuta sui social...

Nonostante tutto, io credo che le opinioni del furbo di turno sul web lascino un po' il tempo che trovano anche se due o tre persone o qualche una decina di queste persone - che sono tutte parti comunque dello stesso club - e che seguono tutte un po' lo stesso pifferaio magico che racconta loro quello che vuole raccontare, lo aiutano infarcendo di calunnie fantasiose o diagnosi da rivista di gossip. Ok, anche io sono stato un Pifferaio magico per un periodo di tempo e ho voluto usare, non soltanto un nickname legato ad un anime ma anche un'immagine mia almeno per un po' poi ho iniziato a usare il mio volto, anche se preso in prestito ad un'altra persona, questa cosa è stata capita male da chi non poteva e non aveva i mezzi per capire, ma non perché fosse un ignorante o stupido, per carità, non aveva i mezzi semplicemente perché non mi conosceva non sapeva dove stava la verità, non sapeva che dietro c'era un progetto e un lavoro che era studiato e strutturato in un certo modo e ha fatto e tratto le sue conclusioni sulla base di quelli che erano i dati in suo possesso e di quelli che erano altri dati in più che ha cercato di prendere possesso. Io non sono mai stato un amante dei social network, la mia esperienza è stata quella che è stata, sarebbe finita comunque a novembre con la nascita di mio figlio e perché era così che doveva andare il progetto del Sorriso del Greco e di tutta la storia, anche se la storia parla di me e di una piccolissima parte della mia vita che è stato il momento della svolta: l'incontro con Virginia la nascita della nostra storia d'amore e la nascita di questa mia esperienza su Facebook. Raccontare la mia storia con Virginia e basta o anche partendo da mia madre in Grecia che mi abbandona e mi lascia al mio destino, sarebbe stato un libro banale, un libro che se ne sono letti a milioni, c'è pieno nelle librerie, alcune condite di fantasy e allora io sarei diventato un vampiro o un licantropo che vanno tanto di moda. Invece, proprio collegare questo gioco dell'esiste/ non esiste, è lui o non è lui è il personaggio di cui indossa il nickname, quindi è Phoenix o non è Phoenix? In più i Saint Seiya sono tutti orfani ... Potevo benissimo interpretare un altro personaggio di un altro libro di Laura, appunto prima dicevo Javier della Saga di Per Amore e per, anche lui è un orfano no? E quindi avrei potuto essere lui ma non era così famoso, se così fosse stato sarei inciampato in persone diverse da quelle che in realtà ho incontrato.

Non vorrei dire ma Javier è uno dei pochi non orfani della saga! Ascolta, quando ti fecero la stessa domanda alla radio, subito dopo andò in onda la canzone di Elio e le storie tese "Vitello dai piedi di balsa", sei tu quel vitello o uno degli altri quattro?

Sebastian ride.

Mi scuso per l'errore su Javier! Imperdonabile, tra l'altro visto che ci incontreremo nella saga avrà modo di sgridarmi! Quale vitello ... be' non saprei. Lascerei il dubbio come sulla mia identità reale e virtuale. Diciamo che sono un vitello greco tedesco!

Torniamo a parlare del caso mediatico, proprio riallacciandoci alla canzone di Elio. Sei dispiaciuto per qualcuno dei tuoi seguaci? Come mai hai scelto di non reagire alle provocazioni? Sembra quasi che tu sia scappato dando ragione alle affermazioni degli haters ...

Mi dispiace per alcune di loro però io ho fatto quello che ritenevo opportuno fare e quando poi è successo che si è sollevato questo polverone, non ho fatto la vigliaccata, ho preferito seguire quelli che sono i consigli che hanno dato sia le forze dell'ordine e lo stesso Facebook ovvero di agire con i mezzi che consentiva la legge essendo in Germania e avvenuto il fatto in Italia io ho delegato chi ancora in Italia c'era perché si muovesse a riguardo. Ho continuato a vivere la mia vita perché non devo rendere conto sicuramente ad un gruppo di maniaci che non conosco e che non ho conosciuto così bene, con i quali non ho avuto un rapporto così profondo da poter dire di averli feriti realmente, giocando a fare il personaggio, a questo esisto - non esisto forse esisto. Questa è la mia vita e il libro è un libro, nel momento in cui è diventata libro la mia vita è divenuta una finzione.

In effetti è vero, qualunque storia, citando tra gli altri Carlo Lucarelli, ha un fondamento di realtà. C'è un quote legato alla scritta su di una maglietta che gira sul web, a proposito, che dice in inglese "io sono uno scrittore, qualunque cosa tu dica o faccia potrebbe diventare un mio romanzo" ...

Diventare una finzione prevede che quello che ho vissuto si trasformi in un romanzo e venga manipolato, modificato. Io non ho fatto altro che scrivere la mia vita e poi quando è capitata nelle mani della vera scrittrice è stata romanzata. Ma succede anche quando si scrive la biografia di una persona famosa ... si romanza ci si mette la storia d'amore il fatto che possa attirare l'attenzione. Nel mio caso era giocare tra fare l'admin di una pagina dedicata ad un anime giapponese, uso un nickname e racconto i fatti miei. Poi, c'è questa sorta di voyeurismo mediatico che fa sì che le persone siano un po' attratti da questi fatti personali e quindi affascinino in qualche maniera. Però il lavoro dietro al Sorriso del Greco non è stato niente di diverso da cose che hanno fatto anche altri. La Sony per Fifa 2018 ha basato la promozione del suo ultimo videogioco sulla vita di un calciatore che è sembrato a tutti reale ma in realtà non esiste, interagisce pure con Cristiano Ronaldo con calciatori veri, reali ... che differenza c'è tra la Sony e il sottoscritto? Semplicemente che la Sony è universalmente riconosciuta ed io sono uno che ha scelto di non avere social, prima perché non ne avevo i mezzi, poi perché ci sono persone che sopravvivono senza. La mia esperienza si è tradotta nella storia ed è stato l'espediente letterario per creare il Sorriso del Greco.

Concludendo un po' il discorso relativo al polverone mediatico: è stato rivelato che tu hai usato l'immagine di un attore tedesco... ma è vera questa cosa?

Sì, ho scelto di essere impersonato da un attore e mia moglie da un'attrice così come pure tutti gli altri, e dovevo trovare quelli che ci somigliassero di più e fortunatamente ho trovato un paio di attori tedeschi, uno in particolare Jannis Niewöhner. Ci somigliamo lui è più bello di me, io sono uno zappatore. Poi ho visto che August Wittgenstein mi somigliava di più. Io non volevo uscire allo scoperto, meno che mai dopo quello che era successo in Italia su Facebook. È stato messo in mezzo anche Enrico il mio patrigno e il suo lutto, dicendo che è stata una morte inventata ... una cosa da far rizzare i capelli. Senza contare altre persone vere e minorenni come la figlia di Laura o un altro ragazzino che preferisco lasciar fuori dal discorso.

Nel romanzo si scoprono le tue doti di studente. Ti definisci "Genio di Male" parafrasando un tuo amico che reagendo ai tuoi voti alti ti ha definito così. Ho scoperto che ti sei laureato con lode e non poteva essere altrimenti perché hai preso tutti 30, una cosa quasi da Guinness dei primati! Complimenti ...

Grazie. Lo studio per me è sempre stato il modo per rifugiarmi dal mondo che non mi piaceva. Volevo costruirmi una capanna attorno a me ... come nella fiaba dei Tre Porcellini io tifavo per il porcellino che aveva la casa in mattoni e pietra, visto che avevo provato a costruire in altri materiali ... la mia casa di mattoni e pietra era legata allo studio. Il mio Kansas. È stato trovare nei libri quando ero ragazzino, nello studio il mio posto chiamato casa. Se non fossi stato così nerd non mi sarei salvato sarei diventato uno di quei ragazzi da strada.

Pensi di continuare a studiare?

No al momento non credo che mi metterò a studiare di nuovo, ho preso questa laurea a tempo di record, sono un giovane vecchio, ho fatto cose che altri fanno in 40 -50 anni, credo che non proseguirò anche perché adesso non ne ho il tempo perché quello libero lo occupo per mia moglie e mio figlio e sono felice di questa vita e questa famiglia.

Avevi detto che non avresti scritto altri libri, come mai un cambio di rotta con "La mia metà tedesca"?

Perché, in questo caso, il mio personaggio e la mia "autrice" avevano diritto ad avere un riscatto sociale, artistico e spero anche mediatico. Come diceva Patrick Swayze in Dirty Dancing: «nessuno può mettere Baby in un angolo» io, con La mia metà tedesca dico: «Nessuno può mettere Lalla in un angolo!» e mi tolgo parecchi sassi dalle scarpe.

Citando Dirty Dancing entri ufficialmente nei "giovani vecchi"! Dimmi, tu sei greco di nascita, italiano d'adozione e ora in Germania o Deutschlandia per dirla con un nostro amico di nome Anthony ... Ma tu in che lingua pensi?

Eh ... in che lingua penso, io non penso! Io penso in italiano, avevo sei anni che sono arrivato in Puglia e poi sono passato a Torino e Genova fino a luglio dell'anno scorso sono stato italiano e anche qui parlo italiano. Al lavoro mi viene da pensare nella lingua della persona che ho davanti se parlo tedesco penso in tedesco anche per riuscire a formulare la risposta giusta.

Nella tua vita da orfano sei stato un po' cittadino del mondo, non tanto per i viaggi ma per gli incontri che hai fatto, ce n'è uno che ricordi in particolare?

Sì, io ho conosciuto ragazzini di tante lingue e c'è stato un periodo in cui ho conosciuto questo ragazzo giapponese che si è ritrovato nel sistema suo malgrado ... lui parlava solo giapponese e noi interagivamo io in greco ancestrale e lui in giapponese. Qualche frase l'ho imparata da me ... oggi parla italiano con l'accento torinese.

Parlando di giapponesi, anche di recente, quando lavoravi in Riviera hai conosciuto qualcuno che si è risultato utile per la pagina che gestivi e per il romanzo, vero?

Mi è capitato di conoscere questo giapponese che faceva documentari sulla riviera ligure... era stato sulla Costiera, a Venezia ecc ... Lui aveva lavorato in Toei e con lui parlavo dei Saint Seiya e con lui qualche parola in giapponese la scambiavo. Anche se ci parlavamo in inglese ... Il mio giapponese e il suo inglese erano pessimi e non garantisco che non ci siano state supercazzole da parte di entrambi!

Un'intervista alla radio e questa, la tua scelta è fare un po' lo Young Pope di Jude Law? È per questo oppure pensi che prima o poi uscirai allo scoperto anche per chiudere bocche fameliche e lasciarne qualcuna aperta per lo stupore?

Guarda, io non devo rendere conto a nessuno, dopo quasi un anno dal fattaccio e più di un anno dalla storia sono convinto che anche le due persone con cui ho interagito e che mi hanno creduto finto per via delle foto degli attori possano aver capito e, dove non l'hanno fatto, problema loro perché poi se vuoi fare il bacchettone e vedi i loro profili con le foto dei figli in bella mostra a tutti, buoni e cattivi, allora ti chiedi se quello preso in giro non sia stato tu. Ti vendi venduta la tua confidenza a chi hai criticato aspramente per mesi per un "mi piace" o un cuoricino sul social e allora ti rispondi che i pollici alzati preferisco averli per giocare con le manine di Enrico mio figlio! Poi, come dicevo prima e ho detto alla radio, sono convinto che sia Laura che debba prendersi la gloria del caso e mi auguro non più le infamie, la lezione è stata imparata e questo conferma tutte le mie teorie sui social e sul fatto che agli sconosciuti io preferisca fare il check in e check out in hotel. È giusto che io sia visto come uno dei suoi personaggi che ha l'aspetto di un attore tedesco, anzi due, che ha vissuto un'avventura in una pagina Facebook e che ora non esiste più, spero che diventi letteratura ed è giusto che io continui la mia parte e stia qui sul lago, se volete venirmi a trovare ... costa un botto ma uscite che siete rinati.

Penultima domanda, un po' provocatoria: tu esisti oppure no?

Sebastian regala un sorriso all'intervistatore e si schiarisce la voce rispondendo:

Beh, se devo dirla come farebbero gli scrittori la risposta è senza dubbio sì. Per ogni autore i propri personaggi sono veri e reali. Così per Martin esiste Jon Snow, per la Rowling Harry o per Stoker esisteva Dracula. Se devo rispondere come direbbero sui social network: no. Perché purtroppo nei social, nella giungla del web esisti solo se appari, poco importa se ci metti la faccia, l'importante è perderla, vendere l'anima per la notorietà inutile e vanesia dell'essere al centro dell'attenzione di tanti sconosciuti che vogliono tutto di te e pretendono che sia vero. Ti desiderano, vogliono la tua vita, ti stuprano la vita ma poi restano delusi perché non riescono ad entrare realmente dentro. Non so se mi spiego. Nel prossimo libro parlerò molto di questo, oltre ad andare avanti con la mia vita personale, ci sarà un'analisi e una forte critica da parte mia a questa crudeltà dei social che ti drogano e t'impongono di condividere ogni singolo istante della tua vita, un esempio lampante è il figlio di Fedez, ma anche tra "gli anonimi" ci sono molti che preferiscono condividere su un social che vivere. La mia faccia, quella di mio figlio o di Virginia mia moglie, voglio che sia vera nella mia vita e non sono pentito di averne usata un'altra per apparire. Dopotutto è questo che fanno gli attori, interpretano. Spero che Jannis, che io conosco molto bene o August, un giorno, m'interpreteranno nel film dei miei due libri, chissà, allora a quel punto l'immaginario collettivo mi vedrà di nuovo con l'aspetto di quell'attore e non avrà più di che lamentarsi o gridare allo scandalo. D'altra parte, chi non si figura nella mente Daenerys Targaryen con l'aspetto di Emilia Clarke?

Ti ringrazio Sebastian, per chiudere questa lunghissima intervista, c'è qualcosa che vorresti dire ai tuoi fan e ai tuoi hater?

Ma poi puoi pubblicarlo? - Sebastian ride a crepapelle - Ai fan voglio solo dire di leggere i libri di Laura e quelli che lei suggerisce perché è sempre stata un'ottima talent scout. Agli hater non dico nulla perché sono già infallibili nel dire le cose da soli. Auguro solo che tutta la bruttezza della loro vita, l'inferno che dicono di aver vissuto a causa mia, anzi nostra, sia stata incontrarmi su una pagina Facebook dove si sono divertiti moltissimo e che non hanno tardato a rinnegare per neanche trenta denari. Grazie a The Cloves e a tutti voi per l'opportunità! L'unica cosa, magari non condividete l'articolo su Facebook!

Strizza l'occhio ma non siamo convinti che non stia scherzando!

Appuntamento in libreria con "LA MIA META' TEDESCA" nel frattempo potete immergervi ne "IL SORRISO DEL GRECO" in libreria e nei bookstore on line.

Alcune immagini di questo articolo sono elaborazioni ©Lallycula da foto di ©Tom Wagner ©Sabine Bauer licenza Getty, Alamy acquisita regolarmente e a seguito di regolare acquisto di licenza d'utilizzo da parte dell'artista, non siamo responsabili dell'eventuale riutilizzo improprio delle stesse da parte di terzi non autorizzati.