Solo posti in piedi a Varazze il 30 giugno per la presentazione del libro «Lara Lalli»

29.08.2018

01.07.2018 - di Candle Cove

Lei è così: le cose se non le fa bene, non le fa proprio. Qualcuno dice che sia narcisismo, ma se così fosse, ben venga perché ieri pomeriggio il pubblico di artisti, turisti e appassionati della sala Fratelli Stellati ha risposto con un "tutto esaurito" al vernissage della mostra "APPUNTI ..." curata dal poliedrico ed infallibile Luigi Cerruti e alla presentazione di «Lara Lalli» il libro in quattro parti della svolta letteraria della nostra redattrice Laura Allori.

Silvio Craviotto, poeta e pezzo da novanta dell'associazione Varaggio Art, apre le danze con un'introduzione densa di poesia, non solo la sua ma citazioni celebri da Dante a Tommaso D'Aquinohanno reso omaggio all'estate, alla cittadina ospite e all'organizzatore.

Ospiti ed espositori eccellenti tra cui il famosissimo e bravissimo artista e gallerista Roberto Comelli, Laura Tarabocchia, Angie Macrì, Paolo Pellegrino che annuncia la sua prossima personale a partire dal 28 luglio curata dal meraviglioso prof. Fausto Naso, il quale regala a tutti la sua sapiente recensione. Tante e promettenti le new entry fra gli artisti e diverse conferme premiate con diversi riconoscimenti tra cui i premi Città di Savona e Varazze Arte.

Per saperne di più, Ponente Varazzino era presente e vi rimando al loro articolo.

Poi è partito il siparietto tra Cerruti e Laura e si è entrati con la consueta simpatia e professionalità nel vivo della presentazione:

Dopo una saga fantasy di sedici libri, da dove arriva l'idea di «Lara Lalli». Cambi improvvisamente genere, storia e passi al noir?

«Lara Lalli» nasce quasi per caso; nel 2007 è iniziata questa collaborazione con un fumettista genovese e io dovevo trovare un tema differente, così, scelsi il giallo, anzi il noir, perché Lara è in tutto e per tutto la "femme fatale" tipica del genere. Per questo la prima parte del libro s'intitola «Le avventure in bianco e nero» perché rievoca la china della striscia dei fumetti, che poi non ci sono più stati perché, diciamocelo sinceramente, l'illustratore era un gran cialtrone. Nel 2016 ho ripreso i primi due capitoli e poi sono nati i sequel fino a «Vendette a freddo» che è dello scorso anno, celebrante i 10 anni dalla nascita di Lara.

Il libro è il quattro parti, puoi spiegarne la genesi e il motivo di farne uno solo?

È in quattro parti perché in origine erano quattro libri distinti. Ma il secondo «Niente è come sembra», ancora è frutto di una collaborazione mancata, o meglio "andata a male" perché doveva essere uno spin-off con «L'Ispettore Coliandro» di Lucarelli, quindi è partita come sceneggiatura ed è molto corto. Prima l'ho fuso con «Le avventure in bianco e nero» poi, con l'arrivo del quarto libro, ho deciso di unire anche «Daccapo» del quale ho tenuto, tra l'altro, la copertina che è la stessa che vediamo qui oggi.

In molti si domandano se Lara sia una tua metafora, se sia tu?

No, Lara non sono io. Lei è molto bella sexy, fisicamente è ispirata all'attrice ex Miss Italia, Myriam Leone. Caratterialmente io vorrei essere come lei, in realtà potrebbe essere più il mio alter-ego. Tant'è che, spoilero, io come me stessa, nella storia muoio. Però devo dire che, chi mi conosce bene capirà che con «Lara Lalli», che parla con i fantasmi, ho sconfitto molti dei miei demoni.

La storia è ambientata a Genova, scelta voluta?

Sì, forse questo fa immaginare questa mia identificazione in Lara, ma in realtà di mio lei ha solo il gioco del nome che, come in tutti i fumetti che si rispettino ha le iniziali identiche "Lara - Lalli", come "Dylan Dog" o "Klark Kent". Genova è una delle protagoniste della storia, perché lei vive nei vicoli, gli omicidi che tratta avvengono in luoghi reali, come il Teatro Carlo Felice, Boccadasse, Albaro ecc.

Nelle tue storie c'è un po' di te? Sai come si dice che ogni scrittore porti un po' del proprio vissuto nelle storie che scrive...

Non sono del tutto convinta di questa affermazione, spesso si dice che nei libri ci sia molto dello scrittore, del suo bagaglio di vita, un po' di sé stesso. Se è vero che ogni artista mette qualcosa di sé nell'opera, non credo che sia solo la propria vita, io credo piuttosto, che sia proprio l'esperienza d'artista che porta a vivere intensamente anche situazioni che non gli appartengono. Esperienze, bagaglio, che poi si possono riassumere in abilità. Io credo che lo scrittore porti nelle proprie storie la propria vita come un baule colmo di tante cose: la propria cultura, l'abilità tecnica, la sensibilità d'artista. Come nelle arti figurative, s'imparano le tecniche e poi si scelgono. Dipingere e scrivere è un atto di controllo della realtà, di trasformazione di essa e l'artista dirige i fatti a suo piacimento, per questo, la finzione diventa irrimediabilmente migliore della realtà. Qualunque forma d'arte è una manifestazione positiva di potere. Nelle storie quelle parole, sono la tecnica che è fatta di studio ma anche immagazzinando emozioni, situazioni, altri libri, film, storie di altre persone reali. Tutto quanto concorre alla nascita di un libro. C'è un motto che dice: sono scrittore ogni cosa che tu dica o faccia potrebbe diventare una storia. Questo è vero, e alcuni tra l'altro dei miei ultimi collaboratori possono anche confermarlo perché la loro vita è la nuova storia è diventata un'altra storia soprattutto nel libro che sta preparando il penultimo della saga, Better Together.

Come nascono le tue storie, sono concepite a tavolino o di getto ti metti al computer e scrivi?

Dietro alle mie storie c'è un progetto articolato, uno studio profondo, anche per quelle più «easy reading», però capita che a volte, i miei personaggi suggeriscono autonomamente l'andazzo della storia. Senti che richiamano un avvenimento e ti mandano a monte lo storyboard iniziale. Sono parte di me come una madre per i figli ma poi hanno un percorso proprio che tu può influenzare, consigliare, instradare ma non più di tanto perché bisogna lasciarli liberi. Quello che si vede in certi film sulle biografie degli scrittori è vero; è come se ti parlassero è come se ci si potesse rivolgere a loro in una conversazione che, spesso, somiglia ad una preghiera.

Altri progetti?

Sto finendo la saga di «Per Amore e per» che era in preventivo entro l'inizio dell'estate, invece temo andremo a fine anno. Ci sarà un sequel de «Il sorriso del Greco», dal titolo «La mia metà tedesca», rivedrò «Gesù non abita più qui» e ci sono altri due libri «Napoli - Milan 1:1» una storia che parla ancora di sport, dopo i tuffi passo al calcio. È preso dal passato l'avevo scritto tra il 1992 e il 1995 e ambientato negli anni Novanta, che vanno tanto di moda, ma ricordo che io già 18 anni fa, con i primi libri della saga ho lanciato la 90 mania! E poi, una sorpresa, spin-off di «Lara Lalli» con personaggi tutti nuovi dal titolo «Nella mia mente».

Prima dicevi che «Lara Lalli» è nata come sceneggiatura di un fumetto, in futuro pensi che possa diventarlo di nuovo oppure approdare alla fiction televisiva?

Ci abbiamo sperato per un po', ma la produzione era napoletana e alla fine si sono trovate delle difficoltà nelle location, perché come detto, la protagonista è Genova e, sebbene sotto certi aspetti Napoli le somigli, ci sono troppe cose in una e nell'altra città da renderle uniche e riconoscibili. Oltre a incomprensioni del testo e alcune scuse un po' puerili. Speriamo diventi una fiction. Quanto all'essere un fumetto, no, spero di no, ma se arrivassero proposte interessanti non esiterei a valutarle.